Nel 2005 Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych, due psichiatri ucraini, intuiscono che due donne in cura nel loro reparto presentano un quadro clinico particolare. Sintomi che hanno ormai imparato a riconoscere (cattivo umore, tristezza persistente, perdita di peso, inappetenza, insonnia, stanchezza, fantasie suicide) e che si inseriscono su una frattura inedita che mescola l’affievolirsi del senso di maternità con una profonda solitudine e una radicale scissione identitaria. Queste donne sono giovani madri e condividono una storia precisa: gli anni vissuti come migranti in Italia lavorando come colf e badanti, lontane dalle loro famiglie e dai loro figli. Hanno in comune il ritorno nella terra d’origine e quel momento preciso in cui realizzano di non sapere più a quale famiglia e a quale parte dell’Europa appartengono, come se un’antica armonia si fosse all’improvviso spezzata.
Quell’insieme di malattie mentali invalidanti, con ideazione persecutoria, di maltrattamenti e ossessioni ricollegabili alle attività lavorative svolte in Italia assumerà il nome di Sindrome Italia, la “malattia delle donne dell’Est”.

IL LIBRO
Il libro di cui sono proposte alcune tavole si intitola SINDROME ITALIA. Storia delle nostre badanti (BeccoGiallo, 2021) e contiene una graphic novel scritta da Tiziana Francesca Vaccaro e disegnata da Elena Mistrello. La storia è liberamente ispirata alle vicende di Vasilica, donna migrante proveniente dalla Romania, che racconta all’autrice la propria esperienza. Ma il testo scritto non bastava e Tiziana Francesca Vaccaro si rivolge alla fumettista Elena Mistrello “Come si può far vedere una malattia con i disegni?” Elena risponde così: “Semplicemente, disegniamola”.

LA MOSTRA
Dal 12 al 19 luglio la Sala Sant’Agostino (via Cairoli, 17 – Rimini) ospita “Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti”, tratta dalla graphic novel di Tiziana Francesca Vaccaro ed Elena Mistrello. La mostra affronta i temi del lavoro femminile, della migrazione e dei diritti, raccontando le storie delle donne impiegate nel lavoro di cura e offrendo uno sguardo su una realtà sociale spesso poco raccontata (la mostra fa parte del progetto “Zero disparità, più produttività. La certificazione della parità di genere” promosso dalle Acli Rimini – Coordinamento Donne Acli Rimini e finanziato dalla Regione Emilia-Romagnia, dgr 1230 del 20/06/2024).
La mostra è inserita nel festival Cartoon Club e inaugura domenica 12 luglio alle ore 18 circa. Ingresso libero.

LA RICERCA DELLA CISL ROMAGNA
Mentre cresce il numero degli anziani che necessitano di assistenza, diminuiscono le persone disponibili a prendersene cura. E quelle che restano sono sempre più anziane. È quanto emerge da una nuova elaborazione dell’Osservatorio CISL Romagna su dati Inps, che analizza l’andamento delle badanti regolarmente occupate nelle province di Ravenna, Rimini e Forlì Cesena dal 2016 al 2025 e ne stima l’evoluzione fino al 2036.
I numeri descrivono una trasformazione profonda del principale pilastro dell’assistenza familiare italiana. Nel 2016 le badanti presenti nelle tre province romagnole erano 17.147. Nel 2025 sono scese a 14.690. In dieci anni il territorio ha perso 2.457 lavoratrici, pari a una riduzione del 14,3%. La contrazione più marcata si registra a Ravenna, dove le badanti passano da 6.110 a 4.950 (-19%). Segue Forlì-Cesena con un calo del 14,9%, mentre Rimini limita la perdita all’8,3%.
Ma il dato più preoccupante riguarda l’età delle lavoratrici. Nel 2016 quasi una badante su due aveva meno di 50 anni. Oggi questa componente si è drasticamente ridotta. Nelle tre province romagnole le assistenti familiari under 50 sono passate da 7.648 a 4.110 unità: una diminuzione del 46,3%. In pratica, in dieci anni è scomparsa quasi una badante giovane su due. A Ravenna il calo raggiunge il 51,6%; a Forlì-Cesena il 44%; a Rimini il 41,8%. Parallelamente cresce il numero delle lavoratrici più anziane. Le over 60 sono aumentate del 70% nell’insieme della Romagna, passando da 3.279 a 5.578 unità. A Rimini l’incremento raggiunge il 76,9%, a Forlì-Cesena il 68,4%, a Ravenna il 64,4%. Oggi nel Riminese oltre quattro badanti su dieci hanno più di 60 anni. Per la prima volta gli over 60 hanno superato numericamente la fascia tra i 51 e i 60 anni.
«Questi dati raccontano una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro – afferma il segretario generale della Cisl Romagna Francesco Marinelli –. Parlano della capacità futura delle nostre comunità di rispondere ai bisogni di cura di una popolazione che invecchia. Per anni il lavoro delle assistenti familiari ha rappresentato una componente fondamentale del welfare territoriale. Oggi vediamo però una forza lavoro che diminuisce e che, contemporaneamente, invecchia. È un segnale che non possiamo ignorare».
L’analisi evidenzia inoltre che il temporaneo aumento registrato durante la pandemia è stato determinato principalmente dalle procedure di emersione del lavoro irregolare introdotte nel 2020. Terminato quell’effetto straordinario, il settore ha ripreso a perdere occupati.
Le proiezioni elaborate dalla Cisl Romagna indicano che la tendenza è destinata a proseguire anche nel prossimo decennio. Nello scenario base, entro il 2036 le badanti potrebbero scendere a 3.337 unità a Ravenna, 3.963 a Rimini e 3.609 a Forlì-Cesena. Complessivamente la Romagna perderebbe altre 3.781 lavoratrici rispetto a oggi, scendendo sotto quota 11 mila addetti.
La trasformazione anagrafica appare ancora più significativa. Entro il 2036 le lavoratrici con più di 60 anni rappresenterebbero il 55,8% del totale a Ravenna, il 60,1% a Forlì-Cesena e il 67,4% a Rimini. Nella provincia riminese quasi due badanti su tre avrebbero più di 60 anni. Ancora più impressionante il dato relativo alle fasce giovani. Nel 2036 Ravenna potrebbe contare appena 325 assistenti familiari con meno di 50 anni, Rimini circa 400 e Forlì-Cesena poco più di 500. In totale, nelle tre province romagnole rimarrebbero poco più di 1.200 badanti under 50, contro le oltre 7.600 presenti nel 2016.
Nelle province romagnole il rapporto tra badanti e anziani over 80 ha subito un deterioramento progressivo. Nel 2016 si contava 1 assistente familiare ogni 5,5 over 80 a Ravenna, 1 ogni 5,2 a Forlì-Cesena e 1 ogni 4,4 a Rimini. Nel 2025 il rapporto è già peggiorato a 1 ogni 7,1 a Ravenna, 1 ogni 6,9 a Forlì-Cesena e 1 ogni 5,7 a Rimini. Le proiezioni al 2035 indicano 1 ogni 10,5 a Ravenna, 1 ogni 9,9 a Forlì-Cesena e 1 ogni 7,9 a Rimini: in meno di vent’anni la copertura assistenziale privata si sarà quasi dimezzata, in un contesto in cui la popolazione da assistere continua invece a crescere.
«Sappiamo che nei prossimi dieci anni aumenteranno gli anziani non autosufficienti e aumenterà la domanda di assistenza – continua Marinelli –. Se contemporaneamente diminuisce l’offerta di lavoro di cura, il rischio è quello di scaricare un peso sempre maggiore sulle famiglie e sui servizi pubblici. Per questo serve una programmazione che metta al centro il lavoro di cura, la non autosufficienza e il rafforzamento della rete territoriale dei servizi».

«Le trasformazioni demografiche non sono emergenze improvvise: sono processi che si sviluppano nel tempo e che possono essere governati se affrontati per tempo – chiosa il segretario cislino –. I dati ci consentono di vedere oggi ciò che potrebbe accadere domani. Per questo è necessario aprire una riflessione seria sul futuro dell’assistenza domiciliare, valorizzando il lavoro di cura e costruendo risposte adeguate ai bisogni delle persone e delle famiglie».
«Se questa tendenza non verrà invertita, il problema non riguarderà soltanto il mercato del lavoro di cura, ma la tenuta stessa delle famiglie. La progressiva riduzione delle assistenti familiari e il loro costante invecchiamento rischiano di lasciare sempre più famiglie sole nella gestione quotidiana degli anziani non autosufficienti, con un carico assistenziale sempre più difficile da sostenere. In questo scenario, la mancanza di assistenza domiciliare adeguata può tradursi in un aumento della pressione sul servizio sanitario territoriale, con più accessi ai pronto soccorso, più ricoveri ospedalieri e una domanda crescente di servizi già sotto pressione. Per questo è necessario intervenire con urgenza – conclude Marinelli – rafforzando il lavoro di cura e sostenendo concretamente le famiglie, perché senza un sistema di assistenza domiciliare solido e accessibile il rischio è quello di scaricare sulle famiglie e sul sistema sanitario locale un peso sempre più insostenibile».
IL PROGETTO “ZERO DISPARITÀ, PIÙ PRODUTTIVITÀ”
La mostra SINDROME ITALIA fa parte del progetto “Zero disparità, più produttività. La Certificazione della parità di genere” promosso dalle Acli provinciali di Rimini – Coordinamento Donne Acli Rimini, insieme a numerosi partner, e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (dgr n. 1230 del 20/06/2024).

Al centro del progetto c’è il rapporto tra le donne e il lavoro, declinato in varie azioni. Il focus principale è riservato alla Certificazione della parità di genere, strumento di cui possono dotarsi le aziende per misurare (e mantenere) le caratteristiche che le rendono inclusive e paritarie nel loro rapporto con i/le dipendenti. Quindi attenzione al gender pay gap, alla maternità, alla possibilità di fare carriera per donne e uomini.
Altri punti importanti del progetto riguardano le molestie nel luogo di lavoro, a cui è stato dedicato un convegno curato dall’associazione NoiDonne movimento contro la violenza, e l’approfondimento delle tematiche di genere attraverso presentazioni di saggi e ricerche, curate dal Coordinamento Donne Rimini odv.
Per avvicinare le giovani generazioni al rapporto tra donne e lavoro, si è pensato di usare il linguaggio del fumetto, molto amato da ragazze e ragazzi (e non solo). Ecco dunque la mostra SINDROME ITALIA che illumina un altro dei punti focali del lavoro nella società italiana contemporanea: l’assistenza domiciliare svolta quasi sempre da donne provenienti da altri paesi.
Il compito di queste donne è accudire anziani e malati, permettendo a tali persone di restare in casa propria evitando il ricovero in rsa o centri specializzati, e consentendo ai familiari di avere un importante aiuto nella gestione di persone bisognose di assistenza continua.
Ma il lavoro delle cosiddette badanti non è privo di ombre e la graphic novel da cui è tratta la mostra (“Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti”, scritta da Tiziana Francesca Vaccaro e disegnata da Elena Mistrello, pubblicata nel 2021 da BeccoGiallo) sottolinea i disturbi della salute fisica e soprattutto mentale di queste donne, costrette ad abbandonare i figli e le proprie famiglie per accudire gli anziani in un altro paese, l’Italia.
LE AUTRICI

ELENA MISTRELLO
Elena Mistrello nasce a Sesto San Giovanni (MI) nel 1990, vive e lavora a Monza e Lissone.
Illustratrice e fumettista, collabora con riviste, case editrici, università ed enti con fumetti e progetti inerenti comunità e territorio. Nel 2022 con Tiziana Vaccaro pubblica Sindrome Italia, storia delle nostre badanti (BeccoGiallo) e vincitore al Treviso Comic Book Festival come “Miglior sceneggiatura” e a Napoli Comicon come “Miglior opera prima”. Il fumetto vince anche il premio “Bookciak Legge” all’interno delle Giornate degli autori, Biennale del Cinema di Venezia, ed è edito in francese da Presque Lune (2025). Da tempo si occupa di autoproduzioni, nel settembre 2023 pubblica Tracciato Palestina, racconto di viaggio in Cisgiordania, vincitore della prima edizione di BICApremio dedicato all’autoproduzione del Belgioioso Comics and Games nella sezione “Miglior opera unica”. Anche quest’ultimo edito in Francia da Presque Lune. Nel 2025 pubblica una storia per l’antologia Biodiverse, geografie femministe di nature post selvagge e collabora alla collana di Graphic medicine con due volumi, sempre per BeccoGiallo.
TIZIANA FRANCESCA VACCARO
Classe 1984, catanese di origine, vive e lavora a Milano. Autrice poliedrica e attrice teatrale, è diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Catania. Spinta dal desiderio di unire le sue due grandi passioni, il teatro e il sociale, nel 2014 consegue il Master di Teatro Sociale e di Comunità presso l’Università di Torino. Nel 2015 scrive e interpreta Terra di Rosa – vite di Rosa Balistreri, vincitore di numerosi premi e divenuto poi la drammaturgia a fumetti Terra di Rosa – vite di uno spettacolo. Nel 2019 scrive e interpreta Sindrome Italia. O delle Vite Sospese, dedicato alle assistenti familiari provenienti dall’Est Europa, da cui nasce nel 2020 la graphic novel Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti, realizzata con la fumettista Elena Mistrello per BeccoGiallo e tradotto in Franca da Presque Lune. Nel 2022 scrive il film documentario CareSeekers – in cerca di cura di Teresa Sala. Nel 2025 realizza con la musicista Ilaria Pastore lo spettacolo di teatro e musica Tombola! Una questione di numeri e, insieme a Teresa Sala, scrive il podcast Tutto il tempo che rimane prodotto da Chora Media.






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