“La democrazia nelle tue mani. Il potere di esserci” è il titolo delle giornate di studio delle Acli che si svolgono a Firenze dal 25 al 27 settembre.
I tre verbi che accompagneranno le giornate sono: riconoscere, approfondire e agire. Si tratta di un percorso di apprendimento collettivo, un’esperienza sociale, culturale e umana volto a essere più consapevoli, a fare alcune proposte concrete alla politica e a promuovere azioni sul territorio.
Per i temi specifici, la Presidenza nazionale ha deciso di non prevedere un dialogo con figure politiche e istituzionali nazionali, con cui il presidente Emiliano Manfredonia aveva dialogato pubblicamente meno di un anno fa al Congresso nazionale, ma di concentrarsi sul dialogo con associazioni nazionali con le quali nei prossimi mesi sarà definito un Patto per promuovere la partecipazione dei giovani e per chiedere alle Istituzioni un impegno significativo in questo senso nei prossimi mesi, anche come volontà di proseguire i temi affrontati a Ins (Incontro nazionale di studi) e di svilupparli attraverso l’impegno concreto delle Acli nazionali.

Punto di partenza è la ricerca Iref-Acli “Né dentro, né contro? I giovani e la politica” che fotografa una generazione attenta a clima, diritti e giustizia sociale, ma distante dai partiti tradizionali, e che sarà presentata durante il 56° Incontro nazionale di studi delle Acli.
«Questi dati ci confermano che la democrazia non si rigenera dall’alto, ma dal basso – ha commentato Emiliano Manfredonia –. È nella partecipazione dei giovani, nella loro capacità di elaborare nuove domande e di proporre strade diverse, che possiamo trovare la forza per sanare la frattura sempre più evidente tra cittadini e politica. Tocca a noi creare spazi e opportunità perché questa energia diventi reale cambiamento».
I primi dati mostrano un quadro complesso ma vitale: i giovani seguono con attenzione l’attualità politica e sociale, con sensibilità diverse a seconda delle collocazioni culturali e ideali. Oltre il 40% cita il cambiamento climatico e il salario minimo tra i temi principali, oltre il 34% la violenza di genere e la salute mentale. Su una scala da 1 a 10, i giovani attribuiscono punteggi molto alti all’impegno per diritti, ambiente e giustizia sociale, con valori compresi tra 7 e 8 nella quasi totalità delle cause proposte come l’impegno per i diritti umani, la lotta alla povertà, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente.
Il programma dell’Incontro prevede tre giornate di dibattiti, laboratori e momenti di confronto con studiosi, amministratori, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni. Una sessione sarà dedicata al dialogo con il mondo della cultura e del cinema: fondamentale è agire sul senso comune, evidenziare le sfide del presente e del futuro e su questo muoversi insieme, mettere insieme le voci. La cultura ha un forte potere sia di denuncia sociale, sia di prefigurazione di scenari. Ne ha bisogno la società contemporanea, stanca, invecchiata, impaurita, a causa delle tante contraddizioni dell’oggi.
Oltre ai dibattiti e ai laboratori, venerdì 26 settembre si svolgerà la Camminata per la pace verso la Basilica di San Miniato al Monte, occasione di riflessione e preghiera collettiva per ribadire che la pace e la democrazia camminano insieme, con le riflessioni di padre Bernardo Gianni, abate dei monaci nenedettini di San Miniato al Monte e dell’imam di Firenze, Izzedin Elzir. È previsto anche un messaggio del rabbino capo di Firenze, Gadi Piperno. Alla fine della marcia si terrà una cena povera organizzata dalla Caritas di Firenze e per cui le Acli faranno un’offerta destinata alla Parrocchia di Gaza.
Il 27 settembre, giornata conclusiva, sarà presentato un Patto per favorire la Partecipazione dei giovani, condiviso da più associazioni, che successivamente sarà presentato e discusso con altre reti, associazioni e istituzioni.
«Abbiamo pensato le giornate di Ins 2025 come un laboratorio vivo – aggiunge la vicepresidente nazionale, Raffaella Dispenza – in cui far dialogare ricerca, testimonianze e pratiche concrete. Non solo riflessioni, ma percorsi e proposte che nascono dall’ascolto dei territori e delle nuove generazioni. È un’occasione per rimettere al centro la partecipazione democratica, partendo dall’esperienza quotidiana delle comunità».





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