LA DEMOCRAZIA CRISTIANA A RIMINI, il 16 maggio presentazione del libro

«È un comunista, ma è una brava persona», era una delle frasi tipiche di mio padre, democristiano doc classe 1924.

Mi scuso per la nota personale, ma la battuta mi è balzata alla mente leggendo la quarta di copertina del libro “La Democrazia Cristiana a Rimini (1964-1994). Il partito: i congressi, gli organismi dirigenti, la rassegna stampa”, curato da Paolo Zaghini ed edito da Il Ponte.

Nella quarta di copertina si legge infatti:

«Può sembrare curioso che uno storico proveniente da una tradizione politica diversa scelga di dedicare la propria ricerca alla Democrazia Cristiana riminese, come sottolinea Piergiorgio Grassi nella sua Prefazione. Eppure, in questo volume, Paolo Zaghini ricostruisce con rigore e passione una storia che attraversa mezzo secolo di vita politica italiana, illuminando le radici, le figure e le scelte di un partito che, anche in una terra “rossa” come la Romagna, seppe incidere profondamente sul tessuto civile ed economico.

Attraverso documenti d’archivio, testimonianze e materiali inediti, l’autore segue la Dc riminese dal dopoguerra alla fine della Prima repubblica, dalle origini nel Comitato di liberazione nazionale al travolgimento di Tangentopoli. Ne emerge un racconto corale, fatto di uomini e di idee, di fede e di impegno, di conservazione e modernità.

Un libro che invita a riflettere sul valore della politica come strumento di partecipazione e di costruzione della democrazia, e sul significato, oggi, della memoria storica di un partito che ha segnato il Novecento italiano».

Battute a parte, Paolo Zaghini (1954) è sociologo, ricercatore storico, autore di numerosi volumi di storia locale. È stato direttore della Biblioteca comunale di Coriano e presidente dell’Istituto storico della Resistenza e della Storia contemporanea della Provincia di Rimini (in quest’ultimo, insieme a Walter Moretti, ha creato l’Archivio fotografico della politica riminese dal 1945 a oggi). Ha ricoperto numerosi incarichi in amministrazioni e società pubbliche e, dal 1975 al 2017, ha avuto diverse responsabilità nel Pci, Pds, Ds, Pd.

Per quanto riguarda il volume sulla storia della Dc riminese, Zaghini mette le mani avanti e nell’Introduzione scrive:

«Questo libro nasce dalla volontà di Ermanno Vichi […] L’idea originaria prevedeva che io mi sarei occupato di ricostruire il quadro documentale (i congressi, gli organismi dirigenti, gli iscritti) mentre gli ex segretari avrebbero dovuto scrivere ognuno la storia politica del partito di cinque anni».

Zaghini continua spiegando che, per vari motivi, non ultime la malattia e la morte di Vichi, non fu possibile realizzare il libro nelle modalità programmate e aggiunge:

«Gli parlai (a Vichi, ndr) dell’idea che mi era venuta di scrivere questa storia ricorrendo agli articoli di giornali usciti in occasione dei congressi. In pratica puntare l’attenzione sulla struttura partito, sulla sua organizzazione, sul suo organizzarsi in correnti […] Ho deciso di portare a termine il lavoro così come l’avevo immaginato, avvalendomi del consenso sul progetto a loro illustrato di Fabio Zavatta e di Piergiorgio Grassi».

Qualche pagina dopo, nella “Guida alla lettura”, Zaghini spiega:

«Questo libro è in realtà un repertorio, ovvero un accumulo di dati che altri saranno chiamati a dipanare. Un repertorio è uno strumento di lavoro dove trovare riferimenti precisi di date, di nomi, di avvenimenti legati al tema principale del libro: in questo caso le vicende della Dc riminese dal 1944 al 1994».

Il volume raccoglie dunque articoli di giornali, fotografie, relazioni, elenchi di nomi, profili biografici di persone che nel periodo considerato ebbero a che fare, a vario titolo, con la Democrazia Cristiana.

Nonostante l’incompletezza dei dati – sottolineata dell’autore stesso – il libro rappresenta un tuffo nel passato riminese che riempie, almeno in parte, i buchi della narrazione mainstream della città che, come quasi sempre accade, dà maggior spazio ai “vincitori”. Anche in una regione “rossa” come la Romagna, i democristiani portarono un contributo di idee e di pensiero che certamente influì sulla crescita identitaria di Rimini e dei suoi abitanti.

Nelle pagine del volume non è raro trovare scritto “Acli”, a dimostrazione dell’importante ruolo che anche il movimento aclista ebbe all’interno della Dc.

Non poteva dunque mancare nei canali comunicativi delle Acli provinciali riminesi una nota sul libro di Paolo Zaghini e un invito alla presentazione che si svolgerà a Rimini sabato 16 maggio alle ore 17 nella sede della Fondazione Carim (Corso d’Augusto, 62).

L’iniziativa prevede il saluto del sindaco Jamil Sadegholvaad e gli interventi di Paolo Zaghini e di Piergiorgio Grassi. La conclusione è affidata all’onorevole Pierluigi Castagnetti. Modera l’incontro l’avvocato Massimo Pasquinelli.

Ingresso libero.

(m.a.)