Si svolge domenica 14 dicembre nel Duomo di Rimini l’ordinazione diaconale di Raffaele Russo conferita dal vescovo Nicolò Anselmi.
Raffaele, da sempre socio delle Acli, ha lavorato per molti anni all’Enaip – Centro Zavatta.
Ora in pensione, continua il suo impegno in parrocchia, alle Acli, con i carcerati.
Un augurio e un grande grazie a Raffaele Russo da parte di tutti gli amici delle Acli.

Di seguito, Raffaele racconta la sua vita:
«Sono nato il 24 settembre 1961. Ho vissuto la mia infanzia a Sant’Agata di Puglia. Dalla prima elementari mi sono trasferito a Rimini dove ho frequentato le scuole e vivo. La parrocchia che mi ha visto impegnato nella fede è stata la comunità di Bellariva. Nell’adolescenza ero alla ricerca disperata del senso della vita. Cercavo Dio ma non si faceva trovare, avevo perso il gusto della fede. Con il gruppo giovani della parrocchia abbiamo vissuto esperienze forti e Dio mi guardava costantemente, ma io non lo ascoltavo. La mia attrazione era la musica e lo spettacolo. Studiavo e lavoravo. Fui invitato dai giovani del Movimento dei Focolari, i GEN (generazione nuova) e mi colpì Chiara Lubikc quando mi parlò di Dio Amore.
Mi chiesi: “E’ possibile che Dio ami anche me?” Mi guardavo intorno e vedevo molti miei amici entrare nel vortice della droga. Quella voce mi era entrata dentro: “Sì! Dio ti Ama”.
Allora cominciai a mettermi al servizio degli altri, a capire come rispondere alla chiamata di Dio.
Sono cresciuto in una famiglia ricca di fede e attenta ai poveri. Da qui una frase mi ha accompagnato nella vita è una canzone del Gen Rosso: “… Uniamo allora queste mani scaviamo a fondo nel cuore: solo scegliendo l’amore il mondo vedrà… Che la strada si apre, passo dopo passo”.
Il 15 giugno 1986 ho incontrato il matrimonio con Patrizia e da quel dono sono nati Elena e Daniele. La nostra vocazione coniugale la viviamo presso la parrocchia della Colonnella. Da molti anni io e Patrizia seguiamo il Carisma della Beata Elisabetta Renzi che è per noi sostegno e guida.
Sì, è vero, l’amore apre strade impensate, per molti anni ho vissuto all’interno del Carcere di Rimini dove mi sono occupato di formazione e inserimento lavorativo dei fratelli privi della libertà. Sono cresciuto nel sociale e le Acli sono state per me una grande scuola. Se dovessi fare un’analisi direi che ho ricevuto e ricevo il centuplo di quello che dono. Ho imparato a non giudicare e ad accettare tutti senza pregiudizio, è con loro un dialogo aperto e stima. Quanti hanno avuto opportunità di ricominciare è stato un abbraccio di rinascita. Con loro ho vissuta tante esperienze di rinascita.
Sono appena tornato da una missione in Brasile dove grazie alle Suore Maestre Pie di Rimini ho potuto sperimentare l’abbraccio della misericordia e della semplicità di vita. Ho visitato e vissuto insieme a bimbi delle scuole e laici che seguono il Carisma della Beata Elisabetta Renzi. Ho imparato ancora più profondamente il valore del grazie. Nella loro povertà mi hanno fatto sentire a “casa”. Solo l’attenzione e l’amore per gli altri, per chi resta indietro, può aprire quella minima porta da cui arriva una luce nuova che illumina l’esistenza delle persone e che non vogliono scavalcare nessuno, solo condividere con gli altri le sofferenze e i doni della vita».
Raffaele invita tutti gli amici alla veglia di preghiera martedì 10 dicembre alle ore 20.45 nella Chiesa della Colonnella, e domenica 14 dicembre alle ore 17.30 alla sua ordinazione diaconale in Duomo.





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