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Funzione e formazione


“Laboratori di cittadinanza

Esperienze di formazione all’impegno sociale a cura di

Paola Lazzarini Collana Biblioteca di testi e studi. Editore: Carocci

Recensione a cura di

Carlo Pantaleo

Responsabile provinciale Funzione Formazione e Progetto Famiglia ACLI Rimini

Finalmente è uscito il libro “ Laboratori di cittadinanza. Esperienze di formazione all’impegno sociale “ per le edizioni Carocci alla cui esperienza hanno contribuito le ACLI di Rimini con il proprio Progetto per la Funzione formazione socio-politica delle ACLI. Questo agevole volume è una sintesi vitale che riporta la testimonianza di un anno e mezzo di lavoro del Laboratorio nazionale per una formazione socio-politica aclista che ha attivato, messo in rete e sostenuto molteplici esperienze locali, proponendosi contemporaneamente come luogo di discernimento comunitario. L’intenzione non è quella di raccontare un’esperienza, ma piuttosto – rileggendola e mettendone in trasparenza alcuni snodi cruciali – di offrirla a chiunque, sul territorio, operi nella formazione all’impegno sociale e politico.

L’introduzione del volume è di Paola Vacchina – Vice presidente nazionale ACLI, Responsabile Funzione formazione, che spiega le ragioni che hanno portato a ripensare la formazione per l’oggi che ci è dato. La curatrice del volume è la dottoressa Paola Lazzarini, sociologa e formatrice, collabora da alcuni anni con la Funzione formazione delle acli nazionali e coordina il Laboratorio progettuale per una formazione socio-politica aclista.

Il libro si compone di tre parti interdipendenti: -L’esperienza del Laboratorio progettuale per una formazione socio-politica aclista,

-Alcuni contenuti del nostro Laboratorio e -La progettualità dei territori. Al capitolo 5 con titolo “il prodotto del percorso” si trova un’utile griglia valutativa per la progettazione e verifica formativa. Infine le Riflessioni conclusive sono affidate ad Andrea Olivero, Presidente Nazionale ACLI.

Per decenni le ACLI sono state promotrici di formazione cristiana, sociale, politica per i lavoratori e le lavoratrici, i cittadini consapevoli, i militanti e dirigenti del terzo settore, con diverse sottolineature a seconda delle fasi storiche e degli ambiti di maggiore impegno. Anch’esse hanno però attraversato fasi di stanchezza, fino a condividere, in parte, quella che potrebbe essere definita una stagione di diffusa crisi della formazione all’impegno sociale e politico. Oggi si torna però a sentire il bisogno di strumenti culturali e valoriali che consentano di affrontare ed interpretare la complessità dei nostri tempi, per poter discernere ed agire con sapienza ed efficacia: ecco perché tornano ad essere preziose la riflessione e l’attività in questo campo, anche di organizzazioni diffuse e di grande tradizione, come le acli. La svolta metodologica di questa esperienza è essere innanzitutto promotori di chi fa le ACLI dal territorio, condividendo, raccordando e co-progettando insieme le molteplici iniziative e percorsi formativi.

Questa esperienza procede per processi continui che rendono protagonisti i soggetti destinatari della stessa azione formativa e sociale, superando la mera ripetizione di moduli tematici ed organizzativi. Fedeli e garanti della metodologia, dai dirigenti ad ogni persona incontrata attraverso il sistema ACLI e la comunicazione, scegliamo personalmente e responsabilmente di aderirvi attraverso l’organizzazione dell’associazione, cercando di valorizzare anche sola un’ora che può essere messa a disposizione. E’ la persona stessa che per “contagio vitale” negli ambienti di vita e di impegno la prima promotrice delle iniziative attraverso la rete di relazioni di cui fa parte ed i diversi punti di incontro diffusi nelle sedi territoriali.

I Circoli sono spesso identificati come il luogo fisico dove ci si incontra, il bar, dove si svolgono attività ricreative, ma è soprattutto l’insieme dei rapporti tra persone. Conosciamo il circolo soprattutto per l’aspetto ricreativo, tradizionale, perché ci si incontra per passare una serata, giocare insieme, raccontarsi. E’ la forma tradizionale nella quale abbiamo organizzato l’aggregazione di base: chi si iscrive alle ACLI si iscrive ad un circolo. Questo è importante perché significa avere un posto dove ci si sente accolti e si sta bene assieme, si incontrano persone amiche con le quali si condividono convinzioni comuni, si stabiliscono rapporti positivi con anche le nuove: questa è la base per la crescita di qualsiasi iniziativa, di ogni coinvolgimento, di qualsiasi progetto, di qualsiasi realizzazione. In particolare questa forma di aggregazione va rinnovata e resa più aperta a tutti, soprattutto ai giovani, alle donne e alle famiglie. Oltre al circolo si ricercano e sperimentano anche altre forme di aggregazione di base, che diano senso al nostro voler essere un’organizzazione popolare, con un’aggregazione vasta e servizi capillari.

Nelle ACLI la persona cresce e aiuta gli altri a crescere.

Così si può sintetizzare l’esperienza nazionale e locale della funzione formazione delle ACLI che si intreccia dinamicamente. Ci si associa per condividere la propria esperienza con gli altri affinché si possa crescere come persone e contribuire al miglioramento della società. Dall’azione della singola persona alla specifica espressione dell’operare associato, una formazione integrale educa alla dimensione socio-politica persone che sappiano essere cittadini consapevoli e attivi, che sul territorio facciano la loro parte e non subiscano passivamente gli avvenimenti. Ma per far questo serve un’intera associazione nazionale che ci apre alla globalità e complessità delle tematiche. L’obiettivo formativo è favorire la dinamica virtuosa tra la maturazione umana e spirituale, lo sviluppo di coscienza critica e costruttiva e, insieme, l’esercizio di responsabilità personale e sociale per la convivenza civile. Da questo ne consegue che, apprendendo l’uso degli strumenti e le competenze utili, la cittadinanza diviene il modo in cui assumendosi personalmente le responsabilità delle proprie decisioni e azioni, la dignità umana viene tutelata e rispettata nella quotidianità della vita sociale e politica.

L’obiettivo è la meta finale che si compone delle parti di percorso e dalle modalità di procedere a misura di persona, verso la direzione da percorrere. Il coinvolgimento nella conoscenza, nella condivisione e nella verifica dell’obiettivo è parte dell’esito del processo formativo per individuarne i passi necessari da fare nella situazione data, i punti di decisione presi con chi è coinvolto e i risultati ottenuti sempre migliorabili.

Il progetto formativo è innanzitutto una proposta con e per la persona che unisce l’obiettivo da raggiungere ai passi da fare, ai contenuti da proporre, ai metodi e strumenti da usare, dando unità alla formazione, alla volontà e all’azione. Nel processo formativo si possono usare diversi metodi per provocare l’interesse e la partecipazione a misura delle persone, delle loro situazioni e dei loro bisogni. Possono convivere in maniera inclusiva e complementare varie modalità che attivano la relazione che dà forma e senso, la ragione che conosce, la volontà che agisce e la libertà che ne è l’esito efficace fra queste. Affinché la formazione raggiunga il suo obiettivo è però necessario che tutti i fattori che intervengono in essa operino armonicamente verso lo stesso fine.

Dall’obiettivo formativo del progetto ne discendono le scelte in funzione dei destinatari, del contesto, della metodologia, dei collaboratori e della loro preparazione, degli esperti e delle partnership. Priorità è l’ordine di precedenza delle scelte dei mezzi in relazione al fine in un processo che tiene conto in divenire delle conseguenze delle intenzioni, delle azioni e del contesto.

Parte del progetto formativo è mantenere il collegamento con le varie iniziative intraprese, monitorarne la realizzazione, rendere pubblico conto dell’operato a partire dai destinatari e raccoglierne le osservazioni, i suggerimenti, le richieste per il miglioramento continuo.

La funzione formazione è un particolare ambito e settore, ma soprattutto è di sistema, in quanto strumento generale del metodo attraverso cui le diverse modalità specifiche si compongono in un’azione comune. Questa funzione è sempre il risultato di un’opportuna sinergia tra tutti i soggetti che vi interagiscono. Le ACLI nascono e sono persone che si associano per rispondere ai bisogni che incontrano, e dunque, sviluppare azione sociale e di servizio nella comunità. Essere associazione di promozione sociale significa che la funzione formazione è intrinsecamente interconnessa con l’organizzazione dei servizi, dei settori specifici e delle imprese che ne fanno parte. Capacità di ascolto, competenza, costante impegno di aggiornamento, qualità dell’offerta nella sua impostazione e gestione, sono il criterio chiave dell’operare aclista che deve comportare fiducia a chi vi si rivolge. Nell’intera associazione la funzione formazione diviene così strumento necessario e trasversale di comunicazione, trasparenza, partecipazione, corresponsabilità, condivisione e valutazione. Essa si caratterizza per essere attiva e attivante nel costruire esperienze di auto-aiuto, nel favorire il dialogo e il confronto, nell’individuare le priorità nelle scelte in un sistema circolare di condivisione dei processi di programmazione, organizzazione e valutazione dei dati e dei risultati. Le ACLI propongono per accogliere, valorizzare e sviluppare i contributi, le competenze e conoscenze che ciascuno può dare.

L’esperienza delle ACLI di Rimini

Questa è la prima parola chiave e il passaggio iniziale: partire dall’esigenza. Non partiamo dal dare lavoro o cose da fare ai “formatori”. I nostri progetti vogliono avere questa caratteristica relazionale: ascolto della necessità delle persone, in particolare degli ultimi e di coloro che raramente intervengono. Una volta che si definisce insieme l’esigenza e si individuano i soggetti che ne sono portatori, si cerca di darvi risposta e se possibile si incomincia a pensare come rendere essi stessi promotori di quella, unendo le forze e conoscendo tutte le opportunità.

I destinatari dell’azione formativa sono i soci ACLI nei circoli di base, il personale, gli utenti, i collaboratori e chi partecipa ai settori specifici, ai servizi, alle collaborazioni avviate. L’associazione al Congresso Provinciale ha approvato la mozione che andava nel senso di determinare tre temi su cui avremmo tutti lavorato come sistema: essi erano la famiglia, il lavoro e l’educazione. Da quest’ultimo Congresso ne è scaturita successivamente una riflessione condivisa prima in Presidenza e poi nel Consiglio, e che è sintetizzata dal “Progetto per la funzione formazione socio-politica delle ACLI: Fare formazione nel fare l’Associazione”. Da noi i servizi hanno una professionalità che ha rappresentato crescita nell’offerta, buona organizzazione e prestigio riconosciuto, ma l’efficienza della loro direzione negli anni è divenuta separazione di fatto che ha generato un distacco eccessivo e indifferenza alla vita associativa. I circoli, a loro volta, si sono ripiegati su se stessi limitandosi a momenti aggregativi o a qualche conferenza. Non hanno più costruito dei percorsi duraturi che accompagnano il nostro essere cittadini e il nostro impegno, il nostro crescere formandoci per non essere solo spettatori passivi.

La condizione del successo del Progetto è l’assunzione di responsabilità per essere agenti di cambiamento per realizzare nell’oggi dato la nostra identità, vocazione e missione aclista: -di una formazione permanente e co-progettazione partecipata, -di un compito propositivo di riflessione ed azione nella società e nei consigli pastorali parrocchiali, e

-di collaborazione attiva dei circoli tra loro, e tra circoli, servizi e territorio.

In particolare l’articolazione del progetto si rende visibile nella “Scuola di formazione all’impegno sociale e politico, San Tommaso Moro”, nel Circolo itinerante Società Libraria e nel progetto di sistema “Non siamo soli” per la promozione e informazione dell’aiuto alla maternità e paternità. Fare formazione aclista, si esplicita in un processo sia come funzione in uno specifico ambito, sia di sistema, secondo questo flusso: scelta del compito secondo bisogni emersi delle persone, risorse, progetto, fornitori, pianificazione tempi, verifica di avanzamento, dati sulla realizzazione, riesame insieme. Si porta così a integrazione, si suscitano e si coordinano: -gruppi di interessanti passioni e confronti, -nuclei di volontari territoriali e -sportelli territoriali di servizi diffusi.

Indice completo

Introduzione di Paola Vacchina

Parte prima L’esperienza del Laboratorio progettuale per una formazione socio-politica aclista di Paola Lazzarini ed Ettore Rossi 1. Da dove partire per costruire formazione socio-politica? 2. Staff, partecipanti e relatori 3. La metodologia del lavoro formativo 4. L’articolazione delle sessioni 5. Il prodotto del percorso

Parte seconda

Alcuni contenuti del nostro Laboratorio

1. Ricollocarsi in un mondo che cambia di Francesco Occhetta 2. Cittadinanza e rapporto con la politica di Gino Mazzoli 3. Educare la/alla coscienza di Gaia De Vecchi 4. Che cos’è la politica? di Gino Mazzoli

5. Quale giustizia per vivere? di Francesco Occhetta 6. Quali valori nelle istituzioni? di Francesco Occhetta 7. Evasione, corruzione e onestà di Fabrizio Urbani Neri 8. I pilastri dell’antropologia cristiana alla luce dell’ultima enciclica di Francesco Occhetta Testimonianza. Educare la coscienza di Giovanni Bachelet Focus. Temi e figure del personalismo cristiano di Paolo Colombo Focus. Il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa di Monsignor Angelo Casile

Parte terza La progettualità dei territori A cura di Rocco Savron * Fare formazione nel fare l’Associazione. Progetto per la Funzione formazione socio-politica delle ACLI di Rimini. Referente Carlo Pantaleo * Corso di formazione alla politica 2010 – “Un passo oltre la crisi: paure e speranze”. Circolo Dossetti di Milano. Referente Luca Emilio Caputo * E-laboratorio. Circolo cittadinoACLI “E. Fumagalli” – ACLI provinciali Verona. Referente Alessio Scolfaro * Walking leader “Stiamo insieme passeggiando”. ACLI provinciali Enna. Referente Nicola De Luca * Scuola di formazione sociale. Circolo ACLI Fiumicello (UD). Referente Luigino Zoff * Scuola di formazione all’impegno sociale e politico. XIX edizione. Scuola diocesana promossa da ACLI e ACI, attraverso l’Associazione Santa Caterina. Referente ACLI Teramo: Rosaria Parnenzini * Il ruolo dei cattolici in politica. Tra dottrina sociale e Costituzione. ACLI Provinciali Gorizia. Referente Eddy Manzan * Ti va di fare il sindaco da grande?. Circolo ACLI “Achille Grandi” di Cesate (MI). Referente Vitaliano Altomari * Percorso formativo sulla democrazia e la partecipazione in Valle del Chiese. ACLI trentine. Referente Walter Nicoletti e fausto Gardumi * Attualità della Dottrina sociale della Chiesa. ACLI provinciali Trieste. Referente Erica Mastrociani * Dalla Dottrina sociale della Chiesa all’impegno nella politica. Nucleo ACLI “Carlo Ciucci” di Cascina (PI) e ACLI provinciali Pisa. Referente Gian Luca Pardini * Scelte consapevoli in famiglia. Acquisti solidali, attenzione all’ambiente, auto-aiuto familiare. IPSIA Aosta. Referente Sabina Vuillermoz * Lezioni di politica. Per un laboratorio nel Chivassese 2009-2010 (quinta edizione). Circolo ACLI “Carlo Cazzari” di Chivasso (TO). Referente Beppe Stocco * Progetto fiducia. ACLI Service Cuneo SRL e ACLI provinciali Cuneo. Referenti Elio Lingua, Marco Didier e Gianmario Borgna.

Riflessioni conclusive di Andrea Olivero Bibliografia

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‘Famiglie in…forma’ è il  ciclo d’incontri organizzato dalle Acli provinciali, alla vigilia del convegno diocesano “Educare alla vita buona del vangelo”. Da Rimini ai nuovi Circoli dell’Alta Valmarecchia, fare formazione, partendo dalle esigenze concrete delle persone. “I nostri progetti vogliono avere questa caratteristica relazionale: ascolto della necessità delle persone.  – spiega Carlo Pantaleo  Funzione e Formazione …

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