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Mag 25 2012

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Centinaia di accessi al giorno al CAF ACLI: consigli agli utenti e occhio alle novità in fatto di IMU

File interminabili soprattutto la mattina al CAF ACLI di Rimini nella storica sede all’ombra dell’Arco di Augusto.
Imu e 730 la fanno da padroni in questi giorni, la scadenza soprattutto per la new entry è alle porte e ancora stanno cambiando le regole in corso d’opera.

Il consiglio degli addetti ai lavori: prenotare telefonicamente allo 0541 783862, in caso non trovaste libero, inviare una mail a info@cafaclirimini.it. L’orario migliore resta comunque quello del tardo pomeriggio, dove c’è meno affluenza di utenti.

Il CAF ACLI, come punto di riferimento di oltre un milione di contribuenti che si rivolgono alle sue sedi territoriali per ricevere assistenza fiscale, non può che guardare con stupore alle ultimissime, e a dir poco inaspettate, novità emerse in questi giorni in merito alle deleghe F24 per il versamento dell’IMU sull’abitazione principale. Infatti, l’Agenzia delle Entrate ha reso indispensabile per la prima volta la compilazione del campo “Rateazione” sul prospetto della delega, con il conseguente obbligo, per il cittadino, di indicare il codice di versamento abbinato alla singola rata.

I CODICI DA INDICARE – La rateizzazione, in pratica, andrà indicata con le seguenti modalità:

nel caso in cui il contribuente abbia optato per il pagamento con acconto a giugno e saldo a dicembre (due sole rate), occorrerà inserire il codice 0101 sia per l’acconto (che infatti viene versato in unica soluzione) sia per il saldo;
se invece si è optato per il versamento in tre rate, cioè due di acconto entro giugno e settembre, più il saldo finale in dicembre, occorrerà inserire il codice 0102 per la prima rata di acconto e lo 0202 per la seconda rata, indicando poi il codice 0101 per la rata del saldo.

I PRIMI RIFIUTI – La cosa ha semplicemente del paradossale: già da stamattina, infatti, le Poste Italiane e i primi istituti di credito con i software aggiornati, hanno iniziato a rifiutare i modelli F24 precedentemente compilati e consegnati che sono sprovvisti, per ovvie ragioni, dei suddetti codici. Fino a ieri, al contrario, li avrebbero rifiutati se il campo della rateazione fosse stato compilato. A tutto questo vanno poi aggiunti l’enorme ritardo e le modalità repentine con cui tali decisioni sono state prese e maldestramente comunicate, senza nessun tipo di indicazione o avviso preliminare che mettesse in allerta gli operatori del settore, e senza contare che sulla pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate dedicata alla sezione IMU dell’F24 il campo della rateazione è indicato come “non” compilabile.

UN MILIONE E MEZZO DI DELEGHE GIA’ STAMPATE – C’è da chiedersi dunque che fine farà, e quante noie procurerà ai contribuenti chiamati a versare, quel milione e mezzo di modelli già consegnati dai CAF e dai Comuni più virtuosi (come quelli del Trentino Alto Adige), i quali, facendosi carico del calcolo dell’imposta avevano provveduto ad inviare a domicilio dei loro cittadini le deleghe di versamento compilate secondo le modalità previste fino a ieri. “Come Consulta Nazionale dei CAF – commenta il vice presidente del CAF ACLI Michele Mariotto – stiamo provando a fare in modo che l’obbligo di inserimento della rateazione venga posticipato al prossimo 1° ottobre, dando la possibilità ai sistemi informatici degli istituti di credito di accettare in qualunque caso, fino a quella data, le deleghe dell’F24, sia in presenza che in assenza dei codici”.

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