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Lug 12 2019

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60 ANNI DI CENTRO ZAVATTA, il compleanno dell’Enaip di Rimini

60 anni. È un compleanno importante quello del 2019 per l’Enaip di Rimini. Conosciuto soprattutto con il nome di Centro Zavatta, «l’Enaip di Rimini è un brand, un marchio riconosciuto dai riminesi e dalle migliaia di persone che negli anni sono passate da qui per studiare e riqualificarsi», afferma Vittorio Betti, presidente dal 2015.

L’Enaip (Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale) è un ente di formazione esistente in tutto il paese, nato per iniziativa delle Acli nel 1951, che a Rimini ha aperto i battenti nel 1959, appunto sessanta anni fa.

«Si tratta di una realtà consolidata per Rimini – continua Betti – è normale per i cittadini dire “Incontriamoci davanti al Centro Zavatta”, è una sorta di monumentodella città». Situato all’inizio di Viale Valturio, nella rotonda che a breve sarà intitolata a Paolo Scarponi (indimenticato presidente Acli, scomparso prematuramente nel 1991), l’Enaip di Rimini nasce da una donazione dell’immobile da parte dei coniugi Zavatta con l’intento di trasformare l’edificio in un luogo di formazione per i giovani.

 

«Moltissimo è stato fatto dal Centro Zavatta in tutti questi anni e i festeggiamenti del sessantesimo devono partire proprio da questa consapevolezza, con l’obiettivo e l’obbligo di aggiornare i nostri interventi – prosegue Betti – migliorandoli in termini di incisività, di qualità e sicurezza dei luoghi».

Corsi e laboratori allora come oggi danno la possibilità di imparare un mestiere, collegandosi al mondo del lavoro che negli ultimi anni sta cambiando velocemente, con tecnologie in continua evoluzione e nuove modalità di comportamento delle persone (basti pensare ai social) anche nella vita quotidiana. «Quello che rimane invariato è il nostro approccio – spiega il presidente Vittorio Betti –. Il Centro Zavatta da sempre mette la persona al centro. Da noi vi sono persone che arrivano da storie di emarginazione oppure sono senza famiglia perché migranti o per situazioni particolari. Oltre ad insegnare un mestiere ai giovani, i nostri operatori pongono grande attenzione all’aspetto umano, grazie anche all’intervento di psicologi e personale specializzato».

 

Si tratta di una realtà che attualmente conta circa 80 dipendenti e 20 collaboratori stabili e sono diverse centinaia le persone che ogni anno usufruiscono delle offerte formative proposte e partecipano alle attività organizzate.

Dal 2002 il Centro Zavatta è formato da due diversi soggetti giuridici, la Fondazione Enaip e l’Associazione “Sergio Zavatta” onlus. «Si tratta di interventi diversi, ma di pari importanza», afferma Betti che è presidente di entrambe le realtà, dirette rispettivamente da Giovanna Scaparrotti e Francesca Vitali.

 

Il programma dei festeggiamenti per il 60esimo prevede alcuni eventi, tra cui la tradizionale “Mostra di ceramica” nel mese di ottobre a cui quest’anno si aggiungerà contemporaneamente una mostra fotografica in cui saranno esposte immagini d’archivio del passato. In calendario anche la festa di chiusura della scuola con la consegna dei diplomi (a luglio al Centro Zavatta), e per quanto riguarda le attività legate ai progetti rivolti alla disabilità è previsto un convegno in ottobre.

Dopo l’estate ci sarà un evento per la città, con un momento istituzionale e un momento di spettacolo. Un’iniziativa aperta per tutti coloro che conoscono o vogliono scoprire l’Enaip riminese, in cui, aggiunge Betti, «Sarebbe bello ritrovare le persone che sono passate dal Centro Zavatta e, anche grazie a quello che hanno imparato da noi, oggi sono titolari di imprese e danno lavoro ad altri.Per tutti loro stiamo pensando a un riconoscimento».

 

E il futuro prevede progetti nuovi? «Potremmo individuare due tipologie di attività – afferma Betti –. La prima è legata alla evoluzione della formazione professionale nella Regione Emilia-Romagna. Attualmente i ragazzi possono aderire alla formazione professionale solo se sono iscritti al primo anno di scuola superiore. L’evoluzione (che si valuterà con le istituzioni preposte) prevede invece la possibilità dei ragazzi di entrare al Centro Zavatta subito dopo la terza media. In questo modo gli studenti non sprecherebbero un anno, con un insuccesso, nel loro percorso scolastico».

 

La seconda novità, spiega il presidente Betti, è «La possibilità di partire con gli “Zavatta Lab”, ovvero piccoli laboratori artigianali che facciano riscoprire attività lavorative, talvolta un po’ dimenticate e che si autosostengano come micro-imprese. Stiamo pensando ai settori agricoli (a Sant’Aquilina), del legno e della ceramica a Rimini centro (il Progetto pedane, ma anche Ciclofficina e altro). Gli Zavatta Lab dovrebbero consentire a giovani e disabili di entrare in un circuito lavorativo protetto, sempre con una grande attenzione alla sicurezza e qualità del lavoro».

 

 

 

 

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